Statistiche

 

Glossario   Ricerca    Dillo a Short Cut   

I numeri di Internet in Europa:

Oltre 100.000 aziende sono pronte in Europa a sorpassare gli Stati Uniti nella corsa ad Internet. E’ quanto emerge dalla ricerca “Fastrackers” commissionata da Cisco Systems e condotta da IDC (International Data Corporation) su 2500 aziende con almeno un computer e con un numero di dipendenti tra 20 e 249 in nove Paesi del Sud e Nord Europa.

Secondo la ricerca IDC, infatti, grazie alla tecnologia Internet, che permette di operare in modo più conveniente ed efficiente, negli ultimi 12 mesi almeno 104.000 imprese europee hanno registrato un’incremento dei margini di profitto che va dal 5% al 40%, meritandosi la qualifica di Fastrackers, letteralmente “apripista di Internet”. Oltre ai “Fastrackers” IDC ha individuato altri 3 gruppi:

Entusiasti che utilizzano i siti Web per fornire informazioni ai clienti

Sensibili che sono consapevoli dell’esigenza di essere presenti sul Web

Ritardatari, con pochi o nessun progetto su Internet.

I settori in testa alla classifica sono il commercio al dettaglio (il 36% vende on line tramite una propria home page), l’industria manifatturiera (32%) e trasporti/ telecomunicazioni/media/utility (24% nel totale). Inoltre il commercio al dettaglio e le assicurazioni si distinguono per il maggiore aumento dei livelli di accesso a Internet nel breve termine.

E-commerce

Firma digitale

Legislazione

Sicurezza delle
transazioni

Il parere di ........

Abbiamo parlato di.......

Curiosità dal web

Realizzare un sito

Chi siamo

Home


Altro dato di rilievo e’ il possesso e l’utilizzo di una rete IP: l’80% delle piccole e medie imprese europee ne possiede una con una percentuale media di accesso del 66% contro il 76% delle aziende con piu’ di 250 dipendenti. I settori bancario e dei servizi commerciali sono leader nella creazione di siti Web, rispettivamente il 54% e il 41% delle piccole imprese e il 46% e 63% di quelle medie si avvalgono di un proprio sito.

La situazione del commercio elettronico in Italia.

Il commercio elettronico è uno dei settori con maggiori prospettive di espansione. Come si evince dai dati tratti da uno studio sul commercio elettronico nel nostro paese, condotto da Databank, il settore maggiormente interessato da questa nuova forma di scambio è, ovviamente, quello informatico con una percentuale del 50,3% di transazioni concluse on line. In termini di valore è invece il turismo a fare la parte del leone con oltre 110 mila miliardi di lire riconducibili all'e-commerce. Ed è proprio in questo settore che è previsto uno sviluppo esponenziale nei prossimi anni. La “rete”, infatti, consente agli operatori economici di collaborare tra loro con più facilità e di rivolgersi direttamente ad un mercato internazionale di dimensioni planetarie (130 milioni di utenti internet nel mondo di cui 1.380.000 in Italia). Secondo la ricerca condotta da Databank, il commercio elettronico nel futuro rappresenterà in Italia oltre l'1% del fatturato dei principali prodotti e servizi vendibili per via telematica. Nell'ambito di tali previsioni il turismo ed i viaggi, commercializzerà via Internet circa lo 0,25% di tale fatturato, che in termini assoluti è un valore considerevole. Infatti il settore svilupperà, con circa 280 miliardi di lire, il maggiore fatturato per vendite on line, dopo quello informatico con un peso pari a circa il 19% del fatturato proveniente dal commercio elettronico nell'anno 2000.

Il commercio elettronico italiano nel 2000.(valori in miliardi di lire):

Settori

Valore totale del mercato

% su mercato

Vendite on line

%

INFORMATICA

8.466

8,64%

731,1

50,30%

BANCHE DATI

700

10,00%

70,0

4,81%

EDITORIA

8.712

1,26%

109,9

7,56%

MUSICA

885

3,00%

26,6

1,83%

TURISMO

110.359

0,25%

275,9

18,98%

PUBBLICITÀ

9.277

2,59%

240,2

16,52%

TOTALE

138.399

1,05%

1.453,6

100,00%


Fonte: Databank Consulting

Internet e la piccola media impresa in Italia

In Italia sono 9.000 le aziende (circa il 9%) che rientrano nella categoria dei “fastrackers”, cioe’ aziende che hanno il potenziale per superare i concorrenti tradizionali utilizzando la presenza on line per incrementare il business, abbassare i costi operativi ed interagire con i propri clienti per offrire servizi a valore aggiunto.

Anche se il dato e’ sotto la media europea, che e’ del 14%, occorre considerare che l’Italia e’ partita in ritardo rispetto agli altri paesi della Comunità, inoltre, l' e-business si e’ sviluppato, in maniera considerevole, solo nell’ultimo anno.

Dalla ricerca emerge infatti che la percentuale di spesa delle piccole-medie imprese italiane e’ di 3.755 miloni di dollari e la colloca al quarto posto tra I paesi europei, come si puo’ vedere dalla tabella riportata qui sotto:

ITALIA: 3.755

AUSTRIA: 1.098

PAESI BASSI: 2.150

BELGIO: 1.094

NORVEGIA: 1.141

DANIMARCA: 1.143

PORTOGALLO: 215

FINLANDIA: 731

SPAGNA: 1.808

FRANCIA: 8.649

SVEZIA: 1.910

GERMANIA: 11.375

SVIZZERA: 1.604

GRECIA: 166

REGNO UNITO: 10.298

IRLANDA: 172


Fonte IDC
Nella realta’ italiana di internet alcune aziende che sono addirittura considerate ‘casi europei’ come Fratelli Carli, Libreria Internazionale, Magazzini Nannucci e Passamaneria Toscana.