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Curiosità in rete

Acquisti online: come le donne utilizzano la Rete

20 aprile 2001- Le donne e gli acquisti: Internet fornisce informazioni che aiutano nella scelta dei prodotti da comprare sia online che offline e permette di risparmiare tempo. Millward Brown Group, network Microsoft di comunicazione, ha realizzato un'inchiesta sul tema, indagando le modalità come le donne, generalmente le più coinvolte negli acquisti all'interno del nucleo famigliare, uilizzino la rete per lo shopping.Lo studio ha interessato donne comprese tra i 18 e i 54 anni e uno speciale segmento di madri con bambini con meno di tre anni Il 78% delle donne intervistate ha affermato di utilizzare Internet per ottenere informazioni prima dell'acquisto vero e proprio, sia esso online che offline. Il 60% ritiene che la Rete sia utile e faccia risparmiare tempo.Queste appassionate dell'online si collegano regolarmente (il 69% giornalmente), e oltre la metà usa Internet da almeno tre anni. Le neo-mamme si dichiarano convinte della convenienza dello schopping online che riduce le visite a supermercati e negozi. Utilizzano la rete in misura maggiore, rispetto al segmento globale, per la ricerca di consigli qualificati e sono più propense a visitare i siti dedicati alla famiglia, ai bambini e all'intrattenimento. (Fonte “La Stampa”).

L'e-business vince al Sud

Il meridione traina la crescita dell'e-business: le piccole e medie imprese con un sito Internet crescono più velocemente al Sud che al Nord. Lo rivela l’Osservatorio New Economy 2000 di Mate, l’agenzia di Forrester Reseach in Italia. I dati vedono una generale crescita nella connessione a Internet: 8 piccole e medie imprese su 10 erano online alla fine dell’anno, un incremento dell'8% rispetto al primo semestre dovuto

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principalmente agli investimenti effettuati soprattutto al centro-sud. Il meridione è risultato trainante per l’intero settore: la penetrazione della Rete al Sud è passata dal 71,7% del primo semestre 2000 al 75,8% del secondo. E le aziende che credono nella rete sono aumentate del 4,2%. Anche nella promozione dei siti il Sud risulta più dinamico, passando dal 40,7% del primo semestre 2000 al 44,9% del secondo. La carenza di infrastrutture nel meridione rende infatti più appetibile il canale Internet per raggiungere i potenziali clienti. Solo una piccola-media impresa su 20 fa del sito un vero e proprio canale di vendita: per la stragrande maggioranza delle aziende il sito è utilizzato per presentare la società, per quasi il 50% rappresenta un catalogo online. Lo studio di Mate è stato condotto su oltre 500 piccole e medie imprese rappresentative della realtà nazionale, suddivise per settore (industria, servizi, commercio, edilizia), dimensioni (da 10 a 19 addetti, da 20 a 49, da 50 a 99, da 100 a 500) e aree geografiche (Nord-Ovest, Nord Est, Centro, Sud e isole).

Automobili: in Brasile si acquistano on line

Brasile, 18 marzo 2001 – Per il quotidiano brasiliano “Gazeta Mercantil” saranno 40 mila le vetture che nel 2002 verranno acquistate direttamente in rete, contro i quasi 2 milioni che saranno vendute col sistema tradizionale. La vendita di auto attraverso Internet ha avuto un nuovo stimolo dopo l'entrata ''molto aggressiva'' da parte di Fiat, Ford e General Motors. In cinque mesi ' le tre case automobilistiche hanno venduto complessivamente 14.400 veicoli per un valore che supera i 95 milioni di dollari. A partire dal mese di agosto 2001 anche la tedesca Wolkswagen aprirà la vendita on line. Contrariamente a quanto avviene negli Stati Uniti dove la legge vieta ai produttori di vendere direttamente attraverso il web, il Brasile e' riuscito a trovare un accordo tra industrie, concessionari e Consiglio nazionale di politica aziendale (Confaz) che consente di vendere le vetture con uno sconto del 6% rispetto alla vendita tradizionale. Oltre ai produttori, nel paese, collocano veicoli on line anche due portali multimarca, Carsale e Vei.com.


I domini internet a rischio esaurimento

Bruxelles, 12 marzo 2001 - Secondo un rapporto presentato alla Commissione Ue dal responsabile dell'informazione, Erki Liikanen - il 74% delle centinaia di milioni di indirizzi Internet garantiti dall'attuale sistema (il protocollo Internet 'IPv4') sono già stati assegnati, ed entro il 2005 l'Europa rischia di rimanere sprovvista di indirizzi. L'allarme nasce dal fatto che l'attuale sistema permette di assegnare solo poche centinaia di milioni di indirizzi unici, quelli cioè che identificano uno ed un solo sito Internet. La maggior parte delle disponibilità del sistema IPv4 sono appannaggio degli Stati Uniti, come è intuibile, soprattutto in conseguenza del ruolo pionieristico svolto da imprese e organizzazioni americane. Per correre ai ripari la Commissione europea ha chiesto di introdurre al più presto un nuovo sistema più capiente, basato su un protocollo Internet di nuova generazione (l'IPv6), che dovrebbe assicurare indirizzi per tutti: in teoria l'IPv6 garantisce "un milione di miliardi di miliardi di indirizzi per ogni metro quadrato della superficie della terra", ossia un numero quasi infinito di possibilità. Secondo la Commissione l'introduzione dei nuovo protocollo è "una priorità di fondamentale importanza per tutte le industrie che si apprestano a produrre beni che contengono strumenti per l'accesso al web: dai nuovi telefoni cellulari, alle automobili, alle altre apparecchiature". Il governo europeo ha invitato gli Stati membri a lavorare insieme con l'industria del settore "per creare un gruppo ad hoc che sviluppi una strategia per accelerare l'introduzione dell'IPv6 entro il 2001".

Volare a Londra con sole 15 mila lire? E' un miracolo della new economy!

Londra, 19 Febbraio 2001 – Con 15 mila lire è possibile acquistare un volo di andata e ritorno per Londra? Un'offerta impossibile? Assolutamente no per la Ryanair, compagnia irlandese fino a non molto tempo fa semi sconosciuta ai più che oggi conta oltre 7 milioni di viaggiatopri per quasi la metà italiani. Il biglietto si acquista sul web. Basta collegarsi al sito della compagnia www.ryanair.com scegliere la destinazione, leggere le condizioni del contratto e procedere, cliccando sull'apposita finestra alla prenotazione del volo. Il pagamento avviene tramite carta di credito. L'offerta a basso costo è la carta vincente della compagnia irlandese: «I nostri prezzi sono i più bassi in Europa - spiega Sinead Finn - e sono uno dei motivi del nostro successo in Italia. Agli italiani piace l'idea dello sconto». Ma qual è il segreto? Sinead Finn, 28 anni, da tre alla guida del settore commerciale della Ryanair.com, giura che non ci sono trucchi. Solo un'attenta politica dei costi. E così che decolla la new economy.


Commercio Elettronico: è boom fra le aziende italiane

Roma, 13 febbraio 2001 - L'e-commerce dilaga fra le aziende italiane. Da una ricerca condotta da Assintel di Confcommercio, un milione e mezzo di imprese (circa il 30%) ha l'accesso ad Internet e circa mezzo milione (il 10%) ha un sito web. La diffusione del commercio elettronico riguarda soprattutto le imprese italiane di trasformazione, commerciali e turistiche. E' invece nella categoria B2C (dall'impresa al consumatore) in cui si registra il numero maggiore di fallimenti a dimostrazione che l'e-commerce non stia sostituendo i canali tradizionali della distribuzione. Infine, il terreno normativo sul quale hanno particolarmente insistito i rappresentanti dell'associazione secondo i quali lo sviluppo del commercio elettronico e' ''fortemente correlato al quadro normativo nazionale e europea''. Nella relativa direttiva Ue emanata nel corso del 2000 vengono richiamati principi fondamentali quali la tutela del consumatore, privacy, responsabilità del provider e sicurezza della firma elettronica ed è' di fondamentale importanza che le proposte attualmente in discussione su queste tematiche siano coerenti con la nuova direttiva al fine di evitare di stabilire principi non allineati con il quadro europeo.

Napster per i giudici deve chiudere.

San Francisco, 13 Febbraio 2001 – Lo scambio gratis di brani muiscali è giunto al capolinea. Lo hanno deciso i giudici del 9° circuito delle Corti d'appello ai quali si erano rivolti le principali case discografiche . Nell'ordinanza i giudici federali sostengono che Napester potrà essere ritenuta responsabile della violazione delle leggi sul copyright se non interromperà l'accesso a brani protetti dal diritto d'autore. La decisione potrebbe rappresentare la fine del popolare servizio. La sentenza di San Francisco, che per la prima volta e' stata diffusa solo attraverso Internet e pubblicata sul sito della Corte d'appello, era attesa come un momento storico per il futuro dello scambio di prodotti coperti da copyright attraverso la Rete.


Tutti in coda su Napster in attesa del verdetto.

San Francisco, 12 Febbraio 2001 - Oltre 10 mila “internauti” ,sabato scorso, si sono collegati a www.napster.comper scaricare musica gratis, forse per l'ultima volta. E' infatti atteso per oggi il verdetto della Corte d'Appello di San Francisco che decreterà se bandire Napster da Internet o se autorizzare il sito a continuare fino alla conclusione della battaglia giudiziaria. Nel timore che oggi venisse chiuso dalla Corte Federale per pirateria, questo fine settimana Napster, che per primo ha permesso lo scambio di software tra un computer e un altro, è stato preso letteralmente d'assalto da chi voleva scaricare per un’ultima volta la musica gratis da Internet. Nella sola giornata di sabato sono stati prelevati oltre due milioni di brani musicali in formato Mp3, in pratica il doppio di quanto viene scaricato in un mese! Napster, fondata due anni fa dal giovane Shawn Fanning, vanta un fatturato miliardario e oltre 50 milioni di utenti in tutto il mondo. Lo scorso luglio un giudice distrettuale aveva fatto interrompere il servizio, accusato dalle case discografiche di aperta violazione delle norme sul diritto d'autore, ma in ottobre una Corte d'Appello aveva poi autorizzato Napster a riprendere le attività. In attesa che la Corte emetta il verdetto, nel mondo ogni giorno, nascono centinaia di siti che come Napster offrono musica scaricabile via Internet. Secondo una statistica pubblicata dal mensile americano Wired, 402 server hanno un indirizzo Usa ma l'Italia è ben rappresentata con 112 siti, seguita dall'Olanda con 31, dalla Gran Bretagna (18) e dalla Germania (10). Insomma, la Rete ha già trovato un sistema per aggirare l'ostacolo.

Olocausto: causa all'IBM per aver fornito le calcolatrici ai nazisti.

Berlino, 12 Febbraio 2001 - Cinque vittime dell'Olocausto hanno avviato un'azione legale contro Ibm a nome di tutti i sopravvissuti dei campi di concentramento nazisti. L'accusa: avere contribuito alla violazione dei diritti umani, fornendo tecnologia, prodotti e servizi per la catalogazione delle vittime dei campi di concentramento. “IBM e l'olocausto” è anche il titolo del libro del ricercatore americano Edwin Black, in uscita la settimana prossima, i cui genitori di origine polacca riuscirono a salvarsi dalla deportazione nel lager di Treblinka. La tesi che fornisce l'autore, dopo aver consultato oltre 20 mila documenti, è che la filiale tedesca dell'IBM fornì ai nazisti le calcolatrici con cui vennero organizzati in modo ragionieristico i campi di concentramento. Non è un caso se negli anni '30 metà del fatturato del colosso americano arrivava proprio dalla Germania di Hitler.