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La pubblicità online fa bene al marchio

Tutte le campagne beneficiano della pubblicità online, un mezzo che contribuisce efficacemente a creare e aumentare la notorietà del marchio (brand awareness). E' quanto risulta da una ricerca condotta da People Swg (società che opera nella progettazione e realizzazione di ricerche di mercato) e Nielsen NetRatings (società che si occupa di analisi sull'audience di Internet), commissionata dalle 21 concessionarie associate ad Acp Online (Associazione concessionarie di pubblicità online).

La ricerca ha analizzato sette campagne realizzate esclusivamente su banner e pianificate tra il primo e il 15 ottobre 2001. Di queste, sei erano di marchi eistenti (Arena, Burger King, I Coloniali, La Perla, Prenatal e Siemens), diversi tra loro per categoria merceologica, livello di notorietà di marca, target di destinazione e tipo di pubblicità offline. La settima campagna si riferiva, invece, a un prodotto inesistente, Vibralarm.
In totale i navigatori di Internet nella prima metà di ottobre sono stati 10.204.000. Ognuna delle sei campagne di marchi reali è stata vista mediamente da 2,5 milioni di persone (il 25% del totale), con valori compresi tra il 21,6% e il 27,7 per cento. La campagna del prodotto inventato ha realizzato una copertura di 3.934.000 navigatori, pari al 38,6% del totale. I contatti, cioè le impression, sono circa 10.400.000 per i marchi esistenti, con una punta massima per il banner della marca finta, che supera i 16 milioni. La navigazione effettiva presenta una variabilità elevata: i click totali sono circa 15mila per tre marchi, circa 27mila per altri due. Salgono a 51mila per il prodotto inventato e raggiungono il massimo di oltre 217mila per La Perla.

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Agli elevati contatti stimolati a vantaggio dei prodotti, i banner sono risultati in generale un ottimo stimolo di traffico per i siti che li hanno ospitati, che mediamente sono molto cresciuti nel periodo della campagna, soprattutto nel caso di domini che partivano con una scarsa base di utenza. Tre marchi erano presenti su Internet prima delle pubblicità utilizzate per l'indagine: arenitalia.it ha triplicato il numero di visitatori, prenatal.it lo ha raddoppiato.


Le interviste, condotte sia su persone esposte alla campagna online, quelle non esposte ed esposti particolarmente specializzate nella navigazione (contattate direttamente online), evidenziano che il ricordo spontaneo della pubblicità è tendenzialmente maggiore passando dai navigatori abituali a quelli meno (da quasi il 20% a oltre il 30% per Arena, dal 16% a quasi il 40% per Siemens, per esmpio). Lo stesso discorso vale anche per la notorietà spontanea della marca (dal 30% al 50% per Arena e Siemens, da poco più di zero al 25% per Burger King).

(Fonte:Il Sole 24 Ore)


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