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Aziende italiane, tanta Internet ma poco e-commerce

Più dell'86% delle imprese italiane con più di 10 addetti sono dotate di attrezzature informatiche, e l'84% usa regolarmente Internet come rete di comunicazione e informazione. E' quanto emerge da una rilevazione Istat sull'uso delle tecnologie nelle aziende manifatturiere e di servizi, condotta su iniziativa di Eurostat anche negli altri paesi dell'Unione europea. Il 40,1% delle imprese informatizzate dispone di un sito Web; Internet è più diffusa nei servizi (84,9%) rispetto all'industria manifatturiera (82,2%) e nelle medie e grandi imprese rispetto a quelle di minori dimensioni. Tra i settori, i collegamenti al Web sono piu' diffusi tra le imprese che operano nell'informatica, nel noleggio e nella ricerca (il 95,6% delle imprese con personal computer), mentre la percentuale scende nei settori industriali tipici del made in Italy, tessile e abbigliamento (69,2%) e industria del cuoio (70,6%). Sotto il profilo territoriale, l'area di maggiore diffusione delle tecnologie di accesso alla Rete è il Nord-Ovest, mentre la minore diffusione si ha nel Mezzogiorno.

L'11,6% delle aziende acquista e solo il 3,6% vende su Internet. L'e-commerce è sia per quanto riguarda gli acquisti che per le vendite più diffuso nei servizi e meno nell'industria manifatturiera. Nel 2001 l'ammontare complessivo degli acquisti è stato di 20 miliardi di euro, con un incidenza sul totale dell'1,9%, mentre il valore delle vendite non ha superato i 14 miliardi di euro, con un'incidenza sul fatturato totale di poco inferiore all'1%. A ostacolare lo sviluppo dell'e-commerce è soprattutto, secondo le stesse imprese, l'incertezza delle regole contrattuali; i maggiori benefici riguardano invece la velocità dei processi e la possibilità di ampliare il proprio mercato sia dal punto di vista numerico che geografico.

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Usa, volano i biglietti aerei online
Secondo PhoCusWright, nel 2001 le principali compagnie aeree americane hanno generato un fatturato di 6,8 miliardi di dollari dalla vendita di biglietti online, con una crescita di oltre un miliardo rispetto al 2000. In particolare, Southwest Airlines si è aggiudicata la fetta più grande (2,1 miliardi di dollari), seguita da Delta con 1,1 miliardi. La quota generata da Internet è comunque ancora limitata: nel 2001, infatti, il 70% dei biglietti è stato comunque venduto dalle agenzie di viaggi. La crescita continuerà comunque inarrestabile: secondo la stessa PhoCusWright, nel 2003 le vendite di biglietti aerei online negli Usa raggiungerà i 34 miliardi di dollari.

Pubblicità online?
Partita in ritardo nella diffusione di Internet rispetto agli altri paesi occidentali, la Francia recupera velocemente posizioni, sia in termini di numero di utenti che per investimenti pubblicitari online. Secondo un report di Zenith Media, nel 2001 gli investimenti in Internet advertising d'oltralpe sono stati pari a 249 milioni di euro, contro i 210 milioni del 2000. Per i prossimi due anni gli incrementi saranno ancora più consistenti: per il 2002 Zenith Media stima infatti un fatturato complessivo di 310 milioni di euro, che diventeranno 402 milioni nel 2003.

Pensionati online
Oltre 17 milioni di documenti inviati attraverso la Rete, 4 milioni di servizi erogati online per un totale di quasi 21 milioni di transazioni. E' il bilancio presentato da Inps relativamente alla propria "attività elettronica" nel corso del 2001.
I contatti registrati dal sito Inps sono stati circa 6 milioni, con un incremento di visitatori del 222% rispetto all'anno precedente. Sempre nel 2001 sono state presentate online all'Inps 5,2 milioni di domande di prestazioni (di cui 2,3 attraverso i patronati), e ogni anno vengono presentati sempre online circa 12 mln di certificati di malattia.
Data la caratteristica dei "clienti" dell'Inps, in massima parte anziani, le cifre illustrate dall'istituto sono notevoli. In particolare, da dicembre 2001 hanno richiesto via internet il Pin (numero identificativo personale) per accedere ai servizi 2.031 persone oltre i 60 anni di età (519 di questi con oltre 70 anni) e 8.321 persone tra i 50 e i 60 anni. Nel complesso hanno richiesto il Pin finora 50.892 utenti.


L'anno nero dei chip
Crollo del mercato dei semiconduttori nel 2001: secondo i dati dell'Associazione Internazionale Semiconduttori, le vendite sono calate del 41% nel 2001, scendendo a quota 28,1 miliardi di dollari contro l'exploit dell'anno precedente di 47,7 miliardi: un crollo superiore alle previsioni di 29,6 miliardi effettuate in dicembre. Il settore ha risentito della crisi economica internazionale e della flessione nella domanda di computer e componenti elettroniche. Particolarmente colpita l'Europa, dove il calo di vendite è stato del 40,1%, mentre, per quanto riguarda l'Asia, il Giappone è il mercato che ha tenuto meglio ("solo" -17,4%), rispetto a Corea (-43,8%) e Taiwan (-65,4%). Previsioni nerissime anche per il 2002, con ulteriori cali nelle vendite intorno al 20-25%. Dati contrastanti dagli Usa: Intel, numero uno mondiale dei chip, ha annunciato un taglio di investimenti del 25% nel 2002, mentre Applied Materials ha annunciato un aumento degli ordinativi nel primo trimestre fiscale, in controtendenza rispetto agli ultimi quattro trimestri; e l'azienda si attende un incremento anche nel secondo trimestre.

Si aggrava la skill shortage
In Italia mancano 230 mila specialisti ICT e nelle professioni legate all'e-business, e nel 2003 la domanda di lavoratori specializzati arriverà a 440 mila unità, mentre in tutta Europa la richiesta da parte delle aziende toccherà quota un milione e 700 mila. E' quanto emerge dalle stime presentate dal sottosegretario ai Trasporti Guido Viceconte nel corso del convegno "Internet nel terzo millennio", organizzato a Roma da @ssointernet.

Yahoo! numero uno della Rete
Per il 19mo mese consecutivo, Yahoo! si conferma a dicembre 2001 al primo posto fra i siti Internet più visitati al mondo. Gli utenti del portale internazionale hanno superato i 133 milioni, continuando così a rappresentare oltre il 50% del totale degli utenti attivi in tutto il mondo che si collegano da casa; Yahoo! raggiunge il 52% della reach, superando del 5% quella di Msn e del 12% quella di Aol. Gli utenti passano più tempo su Yahoo! che su qualsiasi altro portale: circa 1 ora e 3 minuti, mentre su Msn il tempo della navigazione non ha superato i 47 minuti e su Aol i 34 minuti; nel corso dell mese ogni singolo utente ha effettuato in media nove accessi ai domini di Yahoo!, visitando in totale 133 pagine. (Fonte: Nielsen/NetRatings)

Più abbonati ai giornali online
Negli Usa, fra gli abbonati a riviste cartacee l'11% ha sottoscritto un abbonamento anche a magazine online nel quarto trimestre 2001, contro il 6,2% del terzo trimestre e il 5,7% del primo. E' il dato che emerge da una ricerca di International Communications Research per conto di Blue Dolphin, un servizio di sottoscrizione che permette ai giornali online di gestire i propri abbonamenti.



L'invasione dei cellulari
Nel 2001 il mercato mondiale della telefonia mobile ha raggiunto un giro d'affari di 307 miliardi di dollari. Lo rileva l'Osservatorio mondiale dei sistemi di comunicazione (Omsyc), organismo indipendente di ricerca nel settore tlc con sede a Parigi. Tra il 1995 e il 2001 il 54% della crescita mondiale del settore telecomunicazioni è stato generato dalla telefonia cellulare. L'area più importante per il settore rimane l'Europa con il 32,4% del mercato mondiale; la telefonia mobile continua comunque a generare una parte crescente degli incassi globali delle telecomunicazioni, con una quota che in Giappone ha raggiunto il 45% delle entrate complessive, il 40% nell'Ue, il 30% negli Stati Uniti e il 19% nel resto del mondo. Complessivamente il numero di abbonati ai servizi di telefonia mobile ha raggiunto nel 2001 i 716 milioni, pari a 131 cellulari per 1.000 abitanti contro i 16 su 1000 del 1995; nel 2008 il tasso di penetrazione degli abbonati dovrebbe raggiungere l'80% in Europa, il 70% in Giappone, il 60% negli Usa e il 20% in Cina.

I numeri di Wind-Infostrada
A seguito della fusione fra Wind e Infostrada, a fine dicembre 2001 il gruppo Wind contava 23,8 milioni di clienti, di cui 7,9 milioni su rete mobile, oltre 7 milioni su rete fissa e 8,9 milioni su Internet. A livello di infrastrutture, il gruppo dispone di oltre 18 mila km di backbone in fibra ottica insieme ai 2 mila km di anelli urbani in oltre 30 città. Infine, dall'integrazione di Iol e Inwind è nato il primo portale Internet italiano, Con circa 590 milioni di page views mensili.

Chl regina dell'e-commerce
Chl è stato il sito di e-commerce più visitato nel mese di dicembre, con 544 mila visitatori unici e un reach totale del 5,2%; al secondo posto tra i siti di e-commerce più visitati dai navigatori italiani c'è Amazon.com, seguito da Bol.com, mentre al quarto posto con 259 mila visitatori unici c'è Giacomellisport.com. La rilevazione ha interessato un panel di utenti che si connettono dalla prpria abitazione. (Fonte: Jupiter Mmxi)

Milano assume nell'ICT
Nel 2001 le imprese milanesi del settore ICT hanno assunto 9.257 persone, il 25% del dato nazionale, con un saldo positivo di 5.040 unità. Nello stesso periodo, in tutta la regione, le assunzioni sono state invece 11.238 (il 31,2% del totale nazionale), il 10% delle quali hanno riguardato cittadini extracomunitari. Nonostante questo il 42,9% delle imprese denuncia difficoltà nel reperire manodopera. Le ragioni principali: mancanza di strutture formative (53,7%) e ridotta presenza della figura ricercata (25,2%). (Fonte: Camera di Commercio di Milano)

Boom di Sms a Capodanno
Per gli auguri di buon anno nuovo, in particolare, dai quattro gestori Gsm italiani sono transitati oltre 140 milioni di messaggi: 62 milioni sono stati inviati da clienti Tim, 60 milioni da utenti Omnitel (che ne hanno ricevuti 40 milioni da clienti degli altri operatori), 15 milioni da clienti Wind (il 30% di questi ultimi erano associavano testo e immagini), 4,5 milioni da Blu. Wind afferma inoltre di avere incrementato del 90%, rispetto al traffico medio giornaliero, il traffico sulla rete fissa, dalle 15 del 31 alle ore 12 del primo dell'anno.

Sparizioni in Rete
Oltre il 5% dei siti Web, pari a 100 milioni di indirizzi Internet, è irraggiungibile. E' quanto emerge da una ricerca condotta negli Usa dai ricercatori della Arbor Network. La scomparsa dei siti è riconducibile, nel maggior numero di casi, a errori tecnici, ma anche ad attacchi di hackers, veri e propri vandali del Web. Gli indirizzi dei siti si "perdono" nella Rete e per raggiungerli gli esperti della Arbor Network hanno impiegato, in alcuni casi, tre anni di ricerche.



Decolla l'ICT in Italia
Il mercato italiano dell'ICT è cresciuto nel 2001 dell'8,7% rispetto allo scorso anno, raggiungendo un fatturato di 63,8 miliardi di euro; in Europa la crescita media è più limitata (+6%). E le stime per il nostro Paese sono incoraggianti: per il 2002 è atteso un ulteriore progresso dell'8,1% (per un fatturato di 69 miliardi di euro), che diventerà dell'11,2% nel 2003 (76,6 miliardi di €) e del 13,5% nel 2004 (87 miliardi di €). A trainare il settore sono soprattutto i servizi per la telefonia mobile, la diffusione della banda larga (che da sola genererà un giro d'affari di 2,3 miliardi di euro nel 2003), i servizi legati all'entertainment (come la pay-tv), la videocomunicazione e la telesorveglianza (il settore security supererà il miliardo e mezzo di euro di fatturato nel 2005). (Fonte: Federcomin)

Allarme pirati
Il tasso globale di pirateria informatica in Italia è pari al 46%, e provoca perdite economiche per 900 miliardi di lire all'anno: in cinque anni, questo ha comportato la mancata creazione di 37 mila posti di lavoro e ingenti danni al gettito fiscale. I software più copiati sono Windows e Office, nelle varie versioni. (Fonte: International Planning Corporation)

Usa, e-commerce in rialzo
Dopo gli attentanti dell'11 settembre, le vendite realizzate in ottobre dalle grandi superfici della distribuzione moderna Usa sono diminuite del 5% rispetto all'ottobre 2000, mentre a settembre erano diminuite del 10%. In controtendenza solo Wal Mart che ha incrementato le vendite del 14,4%. E per natale gli americani sembrano preferire gli acquisti via Internet: l'osservatorio sul settore commerciale Forrester Research stima in 11 miliardi di dollari il giro d'affari del quarto trimestre dell'anno e la International Communications Research rileva che il 70% degli intervistati intende ricorrere a acquisti online per evitare i locali affollati. La stessa fonte rivela anche che 6 milioni di americani hanno offerto aiuti alle vittime degli attentati terroristici attraverso siti Internet, dando il numero della carta di credito per la prima volta e rompendo così una importante barriera psicologica.

Advertising sicuro sui media B2B

Secondo un report redatto da Yankelovich e Harris Interactive, i manager americani leggono in media 4,6 riviste B2B e visitano una media di 7,5 siti B2B al mese. In base allo studio, inoltre, il 47% dei dirigenti legge fra le tre e le cinque riviste commerciali ogni mese, e il 39% visita fra i tre e i cinque siti dello stesso genere. La ricerca è stata condotta a luglio e agosto fra 505 manager di aziende Usa, rilevando come questi considerino attentamente anche le presentazioni B2B: il 30% di loro ha infatti assistito a due presentazioni negli ultimi 12 mesi, e il 21% ne ha seguite tre. Questo indica - conclude lo studio - che per gli investitori pubblicitari esistono importanti opportunità di raggiungere un pubblico B2B altamente targetizzato attraverso diversi canali specializzati.

Il Lazio guida la new economy italiana
Sono 1.270.000 i lavoratori della new economy in Italia, pari al 5,3% degli occupati totali e con un'incidenza di oltre il 5% del Pil. Negli ultimi cinque anni la new economy è cresciuta del 50% nel Sud e del 23,4% nel Nord-est. E' quanto emerge da una ricerca della Fita. Il Lazio è la regione più innovativa con il 7,3% degli addetti, seguono la Lombardia (6,4%), la Toscana (5,9%), Piemonte ed Emilia Romagna (5,7%), Friuli (5,5 per cento). Ultime in classifica la Sicilia (3,8% degli addetti), il Molise (3,7%) e la Calabria (3,5%). Milano è la regina delle province per maggior densità di servizi innovativi, annoverando 154.200 addetti nella new economy, pari al 9,6% del totale degli occupati provinciali; Roma si attesta al secondo posto (122 mila addetti, 8,5% degli occupati della provincia), seguita da Firenze (29.300 unità, 7,9%), Bologna (31.700 unità, 7,8%). Nel sud Napoli, Cagliari, Bari e Matera sono le meglio piazzate. Nel quinquennio '96-'00, secondo la ricerca, il terziario avanzato è cresciuto a livello nazionale del 36,8% (mentre il resto dell'economia italiana si attestava a +3,9 per cento). I ritmi più elevati di crescita si sono registrati nelle regioni del mezzogiorno (+50%), seguite da quelle del centro (+47%), del nord ovest (+31,7%) e del nord est (+23,4 per cento).



Diminuisce il valore delle fusioni delle dot com
Il valore delle fusioni tra società internet è sempre più basso e nel terzo trimestre é sceso del 38% (rispetto al secondo) per le 300 societa' che sono state acquistate. Lo dice uno studio di Webmergers.com, portale dedicato alla compravendita di dot com: tra luglio e settembre il valore complessivo delle operazioni è stato di 7,4 miliardi di dollari (oltre 16 mila miliardi di lire). Nel periodo il prezzo medio delle "prede" è sceso del 32% a 25 milioni di dollari, anche perchè "è mancato un accordo bomba che potesse dare una spinta ai prezzi" spiega il presidente di Webmergers Tim Miller. Per il quarto trimestre, dopo la tragedia delle Twin Towser, l'ulteriore crollo delle valutazioni delle dot com (in ribasso da circa un anno) dovrebbe portare secondo gli analisti a un picco di fusioni e acquisizioni, Anche perché i venture capitalist, più cauti, potrebbero spingere le startup a fusioni invece che a quotarsi, nell'intento di accelerare il recupero degli investimenti, senza contare che le circa 450 società che sono fallite finora nel Web saranno tentate di mettere in vendita asset prima di fine anno. A fine settembre erano 969 le società Internet vendute nel 2001, per un totale di 31 miliardi di dollari.

E' boom del software made in Italy
Dalla classifica dei Top 100 sofware italiani compilata dalla rivista Computerworld risulta che nel 2000 il settore software e servizi è cresciuto del 15,6% passando da 14.070 mld di fatturato a 16.264. It Telecom (holding che raduna 24 aziende del Gruppo Telecom) si è classificata prima davanti a Ibm, Getronics e Eds. Nell'ultimo semestre It Telecom che tra i principali clienti ha Telecom e la pubblica amministrazione ha registrato rispetto allo stesso periodo del 2000 una crescita del mercato non captive (+ 58 mln di euro), del Mol (+ 18,6%) e del risultato operativo (+44,3%).

2001: Italiani online per 57 miliardi di minuti
Sono 13 milioni i navigatori italiani che si connettono dall'ufficio o dacasa: il 90% delle aziende con più di 20 dipendenti dispone di un accesso a Internet, mentrel'80% ha un proprio sito. Sono questi i dati raccolti dall'Unione Industriali di Torino che dimostrano come la crisi delle dot com non ha frenato la crecsita degli accessi a Internet: alla fine del 2001 sarano 57 miliardi i minuti trascorsi online dagli italiani, quasi mille minuti a testa. E nel 2002 i minuti diventeranno 70 miliardi.

Mass media sempre più online
Crescono i siti di informazione italiani, anche se Web radio e periodici hanno subito una contrazione. Considerando le pagine Web che presentano contenuti informativi e giornalistici, con gruppi di discussione, documenti, banche dati e chiavi di ricerca, nel 2001 in Rete sono stati recensiti nel nostro Paese 1020 periodici (-15,85% rispetto al 2000) e 229 emittenti radiofoniche (-19,37% rispetto al 2000). I quotidiani raggiungono quota 103 con un incremento del 32,05%, mentre i magazine online crescono a 888, con un aumento del 73,43% rispetto al'anno precedente. Le tv passano dalle 95 del 2000 alle 110 del 2001 con un balzo del 15,78%. Ma il vero boom ha interessato le agenzie di stampa in Internet: se nel 2000 erano 56, oggi sono 121, con aun aumento del 116,07%. Persino le istituzioni pubbliche aumentano esponenzialmente: gli uffici di comunicazione delle amministrazioni locali, presenti con le reti civiche, subiscono un incremento del 21,87%. (Fonte:Osservatorio Italia Media online di Internet Mediasurfer).

Software: la battaglia per le licenze digitali
Secondo IDC il mercato mondiale dei diritti digitali sulla gestione dei software (DRM) aumenterà dai 96 milioni di dollari del 2000 ai 3,57 miliardi di dollari del 2005 con una crescita annuale del 106,1%. Per IDC, infatti, permette agli utenti di imporre le regole di protezione e di gestione dei documenti che sono stati spediti elettronicamente.

Vanno alla grande i siti dei college americani
Jupiter Media Metrix ha rilevato che i siti delle università americane ad agosto 2001 hanno accresciuto la loro popolarità: il 30% degli utenti Internet americani con un'età compresa tra i 12 e i 17 anni ha visitato le pagine web dei college statunitensi con una crescita del 20% rispetto al mese di luglio.



Aumentano gli investimenti per l'advertising online in Usa
da una ricerca della INT Media Group/CyberAtlas è rilevato che il 38% degli executive in America ha dichiarato che il loro budget per la pubblicità online è cresciuto rsipetto al 2000. Solo il 31% dice di aver subito una diminuzione. La ricerca condotta a settembre ha intervistato dirigenti, manager e presidenti ( di cui il 62% che lavorano in America). Inoltre, il 33% non si mostra sorpreso del fatto di aver impiegato nell'online il 50% e più del budget destinato alla pubblicità, mentre il 27% ha speso tra il 20 e il 40% e il 40% ha speso solo il 10%.

Twin Towers: 6 mila miliardi di lire i danni alla tecnologia
Dai dati raccolti dalla TowerGroup è stato rilevato che le società coinvolte nel crollo del World Trade Center l'11 settembre dovranno spendere 3,2 miliardi di dollari (oltre seimila miliardi di lire) per sostituire l'intera struttura tecnologica persa. Di questi 1,7 miliardi di dollari per la parte hardware, 1,5 miliardi per riacquistare i software e i servizi. Le spese saranno affrontate nei prossimi 12/24 mesi.

Via il telefono di casa, tocca al cellulare
Un recente studio condotto da Gartner Dataquest ha rilevato che a giugno 2001 negli Stati Uniti quesi il 6% dei proprietari di un'abitazione ha sostituito la propria linea telefonica privata con servizi wireless o broadband. Da gennaio a giugno 2001 23 milioni di americani (pari al 33% dei proprietari di casa) hanno sostituito il loro telefono di casa con un cellulare. Inoltre, la ricerca ha evidenziato che il 55% di chi possedeva un accesso a Internet l'ha sostituito con una linea broadband ad alta velocità.

A ruba in Internet le fotocamere digitali
Lyra Research, intervistando 727 persone che negli Usa hanno acquistato una fotocamera digitale, ha scoperto che un terzo di questi l'ha comprata online. Sembra che la Rete sia il luogo più adatto e popolare per acquistare le ultime novità tra le fotocamere digitali: il 25% si è rivolto ad un portale di e-commerce, mentro sole il 22% si è recato in un negozio.

Gran Bretagna: ancora scetticismo sugli investimenti nell'advertising online
Media Audits in uno studio condotto nel settembre 2001 in Gran Bretagna ha rilevato che solo l'1% del budget pubblicitario viene utilizzato per l'adevertising online. La ricerca è stata condotta fra 50 inserzionisti con un budget compreso tra i 3 e i 50 milioni di sterilne (tra i 9 e i 150 miliardi di lire). Il 62% degli intervistati si dice scettico sugli investimenti online poiché è ancora troppo complicato stabilire l'effettiva efficacia dei banner. Il 67% preferisce affidarsi ai tradizionali strumenti pubblicitari.

Vendite in calo per i cellulari, ma solo per il 2001
Le vendite dei cellulari a livello mondiale nel 2001 raggiungeranno l'8% portando a 440 milioni il numero degli apparecchi presenti. Una ricerca di Strategy Analytics Global Wireless Practice ha stimato che l'arrivo di nuovi modelli a seguito del lancio di nuove tecnologiè permetterà dal 2002 una nuova impennata nelle vendite con una crescita che in 5 anni raggiungerà il 20%. Nel 2006 ci saranno più di un miliardo di telefonini nel mondo.

Molto presto sarà tempo di m-commerce
A seguito di uno studio condotto a settembre dalla Meta Group Inc. le transazioni di acqsuiti eseguiti tramite un cellulare rappresenteranno nel 2003 il 20% delle transazioni business-to-business. Lo studio ha inoltre evidenziato che il 25% del traffico business-to-consumer utilizzerà apparecchi wireless. Chi vorrà vendere dovrà essere preparato ad utilizzare diverse piattaforme abilitate per telefonini intelligenti, palmari e notebook.

Internet valido aiuto per raccontare l'11 settembre
Secondo quanto rilevato dalla Pew Internet & American Life Project, il 13% degli utenti Internet intervistati ha partecipato a chate a forum online di discussione sui tragici eventi americani; il 58% di questi si è collegato per ricevere le ultime informazioni sugli sviluppi e il 30% ha dichiarato che la Rete si è dimostrata un valido supporto nell'affiancare e integrare l'informazione televisiva dei vari notiziari. Inoltre, il 29% delle persone intervistate dalla ricerca hanno utilizzato Internet per cercare informazioni su famigliari e amici coinvolti negli attentati.

Australia, cambiano le regole sulla privacy
La maggior parte delle società australiane devono affrontare grandi cambiamenti per adeguarsi entro la fine del 2001 alle nuove leggi approvate dal governo dell'Australia in materia di privacy. In uno studio della Deloitte Touche Tohmatsu and Dimension Data Australia ha dimostrato che solo 2/3 delle principali società hanno iniziato ad adeguarsi alle nuove norme. Solo il 29% sta attuando le nuove procedure per la raccolta di informazioni e dati su persone. Inoltre, il 31% permette ai clienti l'accesso alle proprie informazioni.

Vanno a ruba gli accessi ai siti di auto in Usa
Secondo quanto dichiarato da Jupiter Media Metrix reports il numero degli utenti che si è ha vistato un sito Internet delle case automobilistiche è aumentato tra il luglio 2000 e il luglio 2001 da 6.2 milioni a 8.2 milioni con un incremento del 31,2%.

La Rete insidia i quotidiani
In base ai risultati della ricerca "Come spendono il loro tempo gli italiani", realizzata da Rai, Sipra e Starcom Mediavest nel mese di luglio e presentata nell'ambito del Prix Italia a Bologna. Secondo l'indagine, nel corso di quest'anno la navigazione in Internet nel nostro Paese è cresciuta del 317% rispetto al 1999, contro un incremento del 42% registrato nell'uso del telefono cellulare. La ricerca sottolinea che la lettura dei quotidiani è calata del 22%, a fronte di un aumento del 4% nell'uso della televisione e dell'11% nell'ascolto della radio. In crescita (+10%) anche il cinema.

I siti con effetti speciali non attirano visitatori
Secondo quanto rilevato da Jupiter Media Metrix il 40% dei navigatori statunitensi prefersice scaricare pagine web veloci piuttosto che siti con intro lunghi, benchè spettacolari. Infatti, soltanto il 20% si lascia conquistare da grafiche ad effetto e cojn tecnologia flash. Inoltre, il 36% degli utenti interrogati preferirebbe visitare un sito ottimizzato sui bisogni del cliente, mentre il 31% vorrebbe avere la possibilità di chattare e il 15% gradirebbe ricevere informazioni anche su apparecchio che non sia il pc.



Nel 2005 boom di indirizzi e-mail
La International Data Corp. (IDC) ha previsto che il numero di indirizzi e-mail nel mondo dagli attuali 505 milioni raggiungerà nel 2005 il miliardo e duecento milioni. IDC ha individuato tre cause a questo incremento: nuovi servizi web, aumento degli accessi wireless e nuove sottoscrizioni tra coloro che ancora non ne hanno uno. Nel 2005 verranno scambiate ogni giorno 26 miliardi di e-mail.

Oltre 10 milioni di italiani in Rete
Dai dati raccolti dall'Osservatorio Internet dell'I-Lab, Centro di ricerca sull'economia digitale dell'Università Bocconi, cresce l'Italia davanti al pc. Secondo l'ISD (Indice Sintetico di Digitalizzazione dei sistemi) relativo all'ultimo anno, l'Italia si piazza al penultimo posto fra i 10 paesi più informatizzati, davanti alla Spagna, ma si avvicina alle nazioni che la precedono nella classifica che vede al primo posto gli Stati Uniti, seguiti da Giappone, Finlandia, Svezia, Regno Unito, Norvegia, Germania e Francia. Inoltre, l'Osservatorio rivela che gli italiani over 18 che utilizzano Internet sono 10.592.000. Ma se si considera la popolazione al di sopra dei 14 anni, le cifre passano a 12.182.000 utenti. I comportamenti degli italiani sono diventati sistematici: gli utenti Internet in generale sono aumentati del 3%, quelli dell'ultimo mese del 16%, quelli che utilizzano la Rete almeno una volta la settimana sono in crescita del 46%.

Americani ottimisti per l'economia
L' 80% degli americani interpellati è convinto che a seguito degli attentati terroristici l'economia del paese resisterà alla recessione. Inoltre, l' 88% di coloro che hanno investito in azioni e bond non sono intenzionati a vendere nelle prossime settimane. L'indagine è stata condotta il 13 settembre su 1.074 cittadini statunitensi con un'età superiore ai 18 anni. Dall'analisi è risultato anche che solo il 16% del campione interpellato a causa degli attentati annullerà o cambierà i propri piani di viaggio, mentre il 30% non effettuerà nessun cambiamento.

No alla vendita delle azioni, ma meno spese
Da un sondaggio della Harris Interactive su 4.610 cittadini americani interpellati tra l'11 e il 12 settembre è risultato che il 99% non venderà le proprie azioni a seguito dell'attentato terroristico. Inoltre, il 77% ha intenzione di spendere meno soldi e di risparmiare, mentre l'81% valuta di avere più contante disponibile per eventuali evenzienze.

La CNN la più seguita durante gli attacchi
Un sondaggio della Myers Report ha rilevato che il 34,3% degli americani l'11 settembre ha guardato la CNN per i notiziari e gli aggiornamenti sugli attacchi terrostici. Sulle 621 persone del sondaggio il 19,9% ha guardato il canale ABC, il 19,9 la NBC, il 9.7% la CBS e l'8.5% i notiziari della FoxNews.


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