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NEW YORK, 5
GIUGNO 2001 - Otto secondi: il tempo di dare una rapidissima
occhiata al sito web su cui ha cliccato, e poi deciderà se
restarci o non tornaci più. Otto secondi per catturare
l'attenzione di uno di quei 17 milioni di "webkids"
(bambini del web) che ogni mese navigano nel web smuovendo un
giro d'affari da capogiro: 500 miliardi di dollari. Per
accaparrarsi il maggior numero possibile di quei piccoli
internettiani, le compagnie statunitensi hanno assoldato
psicologi, pedagoghi, educatori. Poi hanno scoperto che chi
poteva vermamente aiutarli a capire i gusti dei bambini erano i
bambini stessi. E il motto delle internet company che si occupano
di giochi e giocattoli è diventato: "nessuno conosce
i bambini meglio dei bambini". Così, quando alle
ore 11, si riunisce l'assemblea virtuale dei "vertici"
della Barbie.com, alla tavola rotonda non troviamo manager
impettiti, che discutono di strategie e webmarketing, ma 26
bambine tra i 9 e i 12 anni, con un'unica missione: aiutare la
Mattel ad attrarre le giovani navigatrici sul sito della bambola
più famosa del mondo e farcele rimanere per più di
quei fatidici otto secondi. Dopo la "web generation"
dei trentenni, protagonista della nascita della new economy, gli
Stati Uniti scoprono che i nuovi protagonisti della Rete sono
loro: un esercito di piccoli navigatori, che passa sempre più
tempo in Rete e a scapito della tv e che ogni giorno perlustra la
ragnatela del web alla ricerca di un sito a cui affezionarsi, su
cui fare acquisti, giocare, divertirsi, imparare. E trovarlo non
è facile perché i bambini sono consumatori
esigenti, con le idee chiare su ciò che vogliono trovare
in Rete. Da qui l'idea di trasformare questi stessi piccoli
utenti in consulenti per il web. Un'idea a cui hanno aderito
tutti grandi nomi dell'industria statunitense: dalla Mattel alla
Nintendo, dalla Disney alla Yahoo. Il meccanismo delle
consulenze è molto semplice e, secondo gli esperti di web
marketing, infallibile: selezionato un gruppo di piccoli
navigatori tipo, questi ricevono ogni settimana una mail ove
indicare ciò che piace e ciò che non piace del
sito, scegliere banner, icone, colori. Naturalmente il lavoro dei
webkids non è privo di incentivi. I giovani consulenti
vengono infatti regolarmente pagati in contanti. Proprio
seguendo le istruzioni delle piccole navigatrici e dei loro
incontri settimanali con i vertici della Mattel è stato
ridisegnato il sito www.barbie.com: nuova grafica, nuovi giochi e
soprattutto via il colore rosa del sottofondo. "Le ragazze
ci hanno comunicato che erano stufe fino alla noia di quel colore
- spiega Christina De Rosa, vice presidente del "Girls
interactive group" - e hanno scelto il violetto che adesso
domina nel sito. Insomma - conclude - adesso sono le ragazze che
disegnano le pagine web per noi".
(Tratto
da : http://quotidiano.monrif.net)
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