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Lo sviluppo dei portali


Uno degli aspetti più critici per chi naviga in Internet come già evidenziato è la sovrabbondanza di informazioni, in termini di siti e di pagine (1,5 miliardi di pagine) che ha fatto emergere fin dagli albori della rete la necessità di disporre di strumenti per selezionare e recuperare solo le informazioni davvero utili per i navigatori, senza far perdere loro tempo in lunghe ed infruttuose ricerche.
Sono così apparsi i motori di ricerca, le directory (catalogazione manuale guidata). Via via che Internet cresceva ci si è accorti che questi siti venivano utilizzati come “trampolini di lancio” per la navigazione, e spesso scelti come pagina iniziale nei primi browser. Ma un sito che viene aperto ogni volta che ci si collega è un potentissimo veicolo di comunicazione per le aziende.
Nascono così i portali denominazione che accomuna tutti quei siti che aspirano a diventare la “porta di accesso” alla rete per tanti navigatori. Lo scopo di un portale è quindi quello di indurre il navigatore a sceglierlo come sito iniziale di tutte le esplorazioni, garantendo una quantità di accessi elevata che lo rende appetibile per gli inserzionisti pubblicitari. Per ottenere questo scopo i moderni portali cercano di offrire un insieme di informazioni e di servizi utili all’utente. Le fonti delle informazioni e dei servizi possono essere esterne al portale, oppure possono far parte dei contenuti interni. Gli elementi caratteristici di un portale spaziano dalla presenza di un motore di ricerca, alla posta elettronica, a directory, news, giochi, chat, web community, etc.. L’estensione e la varietà dei temi trattati ha portato a meglio qualificare questo tipo di portali come “generalisti” ed ad utilizzare per loro la definizione di portali orizzontali. La sopravvivenza dei portali si giocherà sulla loro capacità di ottimizzare le tre fonti principali di ricavo: o il traffico telefonico, originato da chi naviga utilizzando l’accesso fornito da un provider; o la vendita di spazi pubblicitari, attraverso accordi di co-branding dove l’azienda partner ottiene visibilità a fronte di un investimento; o l’e-commerce commission, la percentuale sulle transazioni realizzata da chi offre prodotti o servizi su Internet.

I portali generalisti sono oggi numerosi, ma avranno successo solo quelli che vinceranno la sfida dei contenuti e sapranno legare a sé tanti portali mono tematici in grado di meglio soddisfare un’utenza targettizzata.

L’utilizzo commerciale dei più noti portali orizzontali come AOL, YAHOO o ALTAVISTA, si sta infatti rivelando inadeguato alle specifiche esigenze delle imprese; per questo tutti gli analisti concordano nel prevedere una rapida diffusione di nuove entità verticali ed integrate, in grado di fornire basi di aziende e di clienti ben specificate, che prendono il nome di “portali verticali” (vortal – portali mono tematici) orientati a far emergere comunità virtuali a livello di settore di mercato o di aree territoriali (portale locale).

Le aziende consapevoli della necessità di trasformare in tempi rapidi il proprio business in e-business, guardano quindi allo sviluppo di un proprio portale come all’elemento primario su cui impostare le future strategie. Il portale verticale può essere descritto come la versione virtuale di un “mall”, un grande centro commerciale che raggruppa negozi e grandi magazzini anche concorrenti. I vantaggi garantiti dai portali verticali sono tangibili ed evidenti. L’utente di Internet che intende effettuare una pluralità di acquisti on-line deve necessariamente accedere ai diversi siti delle aziende che hanno sviluppato soluzioni di commercio elettronico, affrontando diverse procedure di accesso e richiesta di password. Ogni volta deve ripetere i propri dati anagrafici, le proprie modalità di pagamento, il luogo di consegna delle merci, etc.

Effettuare i medesimi acquisti attraverso un portale verticale consente al potenziale acquirente di orientare facilmente le proprie richieste verso il settore o segmento di mercato interessato. Nel corso del primo collegamento trasmette tutti i dati necessari poi, in occasione dei successivi acquisti, dispone sempre di un unico accesso al portale in cui sono disponibili i link di tutti i membri della comunità virtuale. Da quel momento, l’acquirente dovrà limitarsi a comunicare solo modello e quantità dei prodotti da acquistare mentre il sistema inserirà automaticamente i dati personali. Tutte le caratteristiche del portale come la facilità di passaggio da un fornitore all’altro, la personalizzazione dell’accesso, la concorrenza tra fornitori, i fattori di scala, portano nella direzione di una sensibile riduzione del costo degli ordini. Da ciò si può capire come sia enorme il potenziale di sviluppo di questa tipologia di portali.

Trasferire on-line la supply chain genera maggiore possibilità di scelta e risparmi considerevoli per gli acquirenti in quanto stimola la concorrenza tra i fornitori. Certo, per questi ultimi, i margini di guadagno si riducono, ma in cambio i costi si abbassano, il ciclo degli acquisti è più rapido, si movimentano volumi più alti rispetto aimetodi tradizionali e si ottiene una visibilità sicuramente più elevata rispetto alle attuali forme di pubblicità off-line. Recenti stime della Forrester Research, confermano le precedenti considerazioni. Negli Stati Uniti, patria di Internet, si prevede che la sopravvivenza sarà garantita solo a tre-quattro grandi portali, quelli che avranno saputo vincere la sfida dei portali attirando il maggior numero di utenti e quindi di investimenti pubblicitari.


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