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Gasparri: arriva Internet a canone fisso |
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Il ministro: "Potranno offrirlo provider e operatori telefonici" E' in arrivo il "canone forfettario" per Internet. Lo ha detto il ministro per le Comunicazioni, Maurizio Gasparri, rispondendo alle associazioni Aiip e Assoprovider; queste, in merito al canone forfettario per il collegamento alla Rete recentemente deliberato dall'Authority, chiedono da tempo l'equiparazione degli Internet Service Provider agli operatori telefonici, così da permettere anche agli Isp di offrire agli utenti questo tipo di tariffe. "Sono certo - dice Gasparri - che ogni impedimento tecnico per il collegamento a costo fisso con la rete Internet sarà superato. E' giusto che anche i provider possano rivendere questo tipo di offerta". Il ministro ha ricordato che "la Camera sta completando l'esame del provvedimento di equiparazione tra operatori licenziatari (Olo) e internet service provider (Isp). Il testo in pochi giorni verrà trasmesso al Senato che riuscirà sicuramente a completarne l'iter con altrettanta rapidità". "Ho fiducia - ha concluso Gasparri - nel lavoro dell'Autorità per le comunicazioni e nel suo presidente Enzo Cheli, che hanno mostrato più volte di recepire lo spirito del provvedimento di equiparazione tra operatori licenziatari e provider all'esame del parlamento. Sono certo che non verrà attuata nessuna discriminazione nei loro confronti". |
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La lettera di Aiip e Assoprovider Questo il testo integrale della lettera inviata dalle due associazioni al ministro Gasparri. Sul tema FRIACO occorre sgomberare il campo da equivoci e mistificazioni: non si pensi infatti che l'aver effettuato investimenti in centrali telefoniche possa giustificare l'imposizione nell'offerta FRIACO dell'uso di tale tecnologia (assolutamente superflua per l'accesso ad Internet). Un'eventuale imposizione in tal senso equivarrebbe a legittimare l'imposizione di barriere artificiali all'ingresso, sul mercato della fornitura dei servizi di accesso ad Internet, con il risultato, di accentuare il "digital divide" tra aree differenti del Paese nonché dell'Italia in Europa. Come evidenziato dal World Economic Forum l'Italia è al 25simo posto in quanto a tecnologia ed innovazione, capitoli fondamentali sui quali costruire progressi in termini di produttività. In quest'ottica gli ISP rappresentano gli enzimi del nostro tessuto produttivo che si fonda sulle PMI: l'alfabetizzazione digitale operata dagli ISP sul territorio riguarda un bacino (le imprese fino a 99 addetti) che occupa il 76% della forza lavoro e fattura il 62% del PIL complessivo del "sistema imprese".. Dal punto di vista del mercato residenziale, il rapporto dell'eEurope che verrà presentato domani indica che la penetrazione di internet presso le famiglie vede l'Italia con una prenetrazione del 30% contro una media europea del 38% e paesi come l'Olanda e la Svezia dove il 60% delle famiglie sono collegate ad Internet. Inoltre, mentre in Europa il 22,9% delle imprese effettua vendite on line solo il 10% delle imprese italiane è predisposta in tal senso. L'opera che gli ISP debbono svolgere è rilevante: volontà, competenze e creatività sono a disposizione del Paese. Occorre ora che le Istituzioni operino al fine di determinare il contesto propizio affinchè la loro attività possa essere massimizzata, anziché escogitare stratagemmi per discriminarli e metterli fuori mercato. |