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Nelle idee e nel capitale umano il motore delle start-up di seconda generazione |
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Un nuovo Dna per le «.com» Dopo gli eccessi e i recenti fallimenti il mercato sta ora modificando criteri e parametri di valutazione
Operano prevalentemente in mercati di nicchia, hanno una specializzazione medio-alta, il loro valore è nelle idee, nel capitale intellettuale e umano ma soprattutto sono dotate di un management competente. Questo è lidentikit delle start-up di nuova generazione, quelle della seconda ondata che oggi si affaccia sul mercato dopo lesplosione della «bolla speculativa» del 2000 che ha mietuto vittime tra le «.com» di tutto il mondo. Leffetto domino. Da poco più di un anno lo scenario e il mercato sono cambiati in modo radicale. Le aziende old economy, forti di consolidati modelli di business, si stanno riprendendo la rivincita su quelle new, vittime di una irrazionale esuberanza e ora alle prese con una selezione sempre più dura, con i fondi di capitale di rischio, cioè i finanziatori delle start-up hi-tech, che trovano maggiori difficoltà nel raccogliere denaro fresco. Infatti, se si analizza il mercato statunitense, considerato la culla della new economy, si scopre che è stato fatto un salto nel passato di ben due anni. La frenata Usa. Nel primo trimestre 2001 negli Usa i venture capitalist, secondo il rapporto trimestrale MoneyTree realizzato da PricewaterhouseCoopers in collaborazione con VentureOne, hanno raccolto 10.175 milioni di dollari, poco più dei 10.029 milioni del "lontano" secondo trimestre del 1999 ma ben distanti dai 26.064 milioni dei primi tre mesi del 2000. (Sul sito www.neteconomy24.com i link ai report citati).Anche il numero delle operazioni portate a termine rispecchia questa situazione: erano 1.022 nel periodo marzo-giugno del 1999 (ovvero erano state finanziate, quasi a pioggia, tante iniziative legate a Internet e allhi-tech utilizzando, in media per ciascuna, dieci milioni di dollari) ma lapice è stato raggiunto nel gennaio-marzo dello scorso anno, quando per la creazione e sviluppo di 1.596 operazioni, erano stati allocati in media 16,3 milioni di dollari. Quasi contemporaneamente è scoppiata la bolla e cè stato il brusco risveglio da quei "facili" sogni di successo coltivati allombra della Grande rete. Nel passato trimestre cè stato un dimezzamento delle operazioni, precipitate a 705 round di finanziamenti, però lerogato si è mantenuto su livelli molto buoni, in media 14,4 milioni. |
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I settori colpiti. Il ridimensionamento ha toccato in maniera pesante tutti i settori, ma tra i più penalizzati ci sono quelli delle tlc e la connettività, i prodotti e servizi consumer e business, il software e lhardware, i semiconduttori e il biofarmaceutico, dove il taglio degli investimenti è stato nellordine del 50% rispetto al precedente trimestre. Le cose sono andate un po meglio per le realtà del larea della salute e del benessere, ad esempio i dispositivi medicali, del software e dei servizi per la sanità, questi ultimi in controtendenza come del resto la crescita delle operazioni nel comparto industriale. Importanti segni della rivincita della old sulla new economy. Questi trend possono essere interpretati come il segno che lo stesso mercato opera come un organismo vivente, che reagisce dopo un febbrone provocato da una serie di eccessi. È in atto un processo interno che porta a eliminare o quanto meno ridimensionare "certe" idee imprenditoriali, utilizzando nuovi criteri di valutazione. Gli spazi che si vengono a creare sono o verranno occupati da nuove idee, che verranno valutate e supportate secondo i nuovi parametri. Le start-up di seconda generazione, così, si affacciano sul mercato facendo tesoro delle esperienze di chi le ha precedute. Cautela e prudenza. Si entra così in una nuova fase di maturità, dove non si punta più a una crescita rapidissima, da inseguire a tutti i costi, ma sulla costanza dei risultati e tenendo docchio i tradizionali parametri economici. Un segno di questo nuovo corso è venuto da Montecarlo, dove si è svolta la manifestazione «Net business+Start-up forum Europe» a cui hanno partecipato oltre 200 tra start-up e «.com» europee. Latmosfera tra gli addetti ai lavori era pervasa da una maggiore serietà e consapevolezza, con un certo ottimismo verso il prossimo futuro.
Fonte Il Sole 24 Ore |