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L'e-commerce "sorride": solo tre frodi con carta di credito su cento avvengono via Internet |
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Tra le maggiori preoccupazioni dei consumatori on line c'è la frode ai danni dei titolari di carta di credito. Ma si tratta più di una preoccupazione che di una effettiva realtà. Infatti, secondo una ricerca condotta su un campione di 8500 persone in 16 diversi paesi del mondo da Ipsos-Reid, il 46% degli intervistati crede che la frode con carta di credito sia il maggiore problema, mentre per il 26% si tratta di un problema moderato. E' curioso notare come tra gli americani che non hanno mai acquistato on line, ben il 56% dichiarato di non effettuare transazioni on line per via della preoccupazione di possibilità di frode. Nel Canada sono il 54% degli intervistati a dichiarare di essere preoccupati delle truffe on line, seguiti dal Brasile con il 51%. Fra i paesi asiatici, il Giappone dimostra rispetto alla questione la maggiore preoccupazione con il 50% di diffidenti, mentre la Cina, dove curiosamente ben il 18% degli intervistati ha dichiarato di avere subito delle frodi on line, solo il 15% si dimostra seriamente preoccupato. Nel vecchio continente invece, i consumatori che si dimostrati più sensibili alla questione sono i francesi con il 63% che dichiara di non fidarsi delle transazioni on line. Inoltre è anche da considerare il curioso dato secondo cui, da quanto emerso dallo studio Ipsos-Reid, soltanto l'1% degli intervistati nel mondo avrebbero subito una frode on line. Un'altra ricerca di Jupiter Media Metrix, conferma come la paura delle frodi sia molto più popolare delle frodi effettive. Secondo la società di analisi, infatti, le frodi on line nel mondo rappresentano una percentuale bassissima rispetto a tutte le frodi dell'intero settore del commercio. Ciononostante, sempre secondo quanto emerge dalla stessa ricerca, l'81% dei consumatori esprime dei dubbi sull'effettiva sicurezza delle transazioni on line. Per questo motivo di sostanziale sfiducia nel pagamento on line, molte società stanno studiando e offrendo ai propri consumatori on line modalità di pagamento il più possibile automatizzate, riducendo al minimo l'intervento dell'uomo e quindi di frode. |
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Commercio illegale di carte di credito via canali IRC - Secondo il quotidiano statunitense New York Times, esiste un florido commercio clandestino dei numeri di carte di credito che si svolgerebbe in Rete attraverso Forum e canali IRC, nella quasi totalità dei casi situati in Russia o in Ucraina. Sembra che uno dei maggiori mercati sia gestito da un diciottenne di Odessa che vende i numeri delle carte "rubate" dai cosiddetti "black hat hacker" a prezzi, che variano secondo la disponibilità, ma comunque bassissimi. Si palra dai 40 ai 5 dollari per carta, sebbene i numeri vengano in genere venduti a pacchetti di 250 a 100 dollari. Prezzi così stracciati fanno pensare a un mercato vastissimo (alcuni analisti hanno stimato i danni relativi al furto dei numeri delle carte di credito pari a 1 miliardo di dollari l'anno) in cui i sistemi di sicurezza sono evidentemente ancora inefficenti. In linea con gli studi delle maggiori società di ricerca è anche quella di Europay che ha condotto uno studio sulle frodi ai danni dei titolari delle carte di credito in Europa. Dallo studio è infatti emerso che, sul totale delle truffe, soltanto il 3% viene effettuato nel corso di acquisti on line, mentre il 34% delle frodi avviene attraverso il furto e il 32% attraverso lo smarrimento. Sono veramente pochi i casi, dunque, in cui i dati della carta vengono intercettati durante transazioni on line, mentre è la contraffazione della carta attraverso la sua clonazione (skimming) a rimanere il fenomeno più frequente e pericoloso. Il volume totale delle frodi in Europa è comunque in allarmante aumento toccando la soglia dei 13 milioni di euro, cifra che fa segnare una crescita del 32% rispetto al 1999. Rispetto all'Europa il quadro italiano sembra più rassicurante: l'Italia, infatti, è ancora una delle nazioni più immuni alle truffe sulle carte di credito rappresentando soltanto l'1% di quelle complessive, mentre tra tutti i paesi europei la Svizzera è risultata essere quella più bersagliata. Per contrastare il fenomeno, Europay ha messo a punto una soluzione, Risk Explorer, studiata per il mercato italiano e in grado di segnalare in tempo reale all'esercente e al titolare della carta, le transazioni sospette prima che queste siano concluse, mentre il governo britannico presieduto da Tony Blair sta vagliando il reato penale per il furto d'identità (in Gran Bretagna le truffe costano ai consumatori agni anno almeno 1,2 miliardi di sterline. Gli
abbonati di Buongiorno.it non temono le frodi in Rete -
Rispetto all'utilizzo della Rete poi, gli abbonati al sito si dimostrano dei navigatori assidui: nell'ultima settimana l'80% degli intervistati si è collegato da casa (contro il 54% dell'utenza Internet nazionale), mentre il 12% naviga già dal 1997 rispetto alla quasi metà (7%) degli internauti in Italia. E' su queste basi che Buongiorno.it, in collaborazione con Clarima del gruppo UniCredito Italiano, ha pensato di lanciare una carta di credito per gli utenti di posta elettronica attraverso cui il titolare può ricevere informazioni, ricevere estratti conto ed essere aggiornati su proposte e vantaggi legati alla carta. Ad oggi sono 2.500 i titolari della carta Buongiorno.it Mastercard. (Fonte Idg World) |